Accorsi e la forza dei classici

Dopo il successo riscosso con la versione moderna dell’Orlando furioso, Stefano Accorsi e Marco Baliani mettono in scena il Decamerone. Si tratta del secondo appuntamento del Progetto Grandi Italiani che vedrà prossimamente anche Il principe di Machiavelli.

La sfida è avvincente: cosa ci possono dire oggi le storie del Boccaccio?
Quando ancora non esisteva lo “storytelling”, Boccaccio lo sapeva già: le storie servono a rendere il mondo meno terribile, a immaginare altre vite, diverse da quella che si sta faticosamente vivendo. Le storie servono ad allontanare, per un po’ di tempo, la morte. Nel Decamerone per fuggire la peste, dieci giovani si spostano da Firenze verso la collina e trascorrono le giornate narrandosi novelle, storie di amori erotici, storie grottesche, paurose, purché siano storie, e raccontate bene.

Oggi la situazione non è così diversa perché a essere appestato è il nostro vivere civile e “in questa progressiva perdita di un civile sentire, ci è sembrato importante far risuonare la voce del Boccaccio attraverso le nostre voci di teatranti.”

Nello spettacolo Stefano Accorsi, tra gli attori più amati e apprezzati d’Italia, “maestro” e capocomico di una compagnia di giovani attori che mette in scena sette novelle tratte dal Decamerone.

DECAMERONE
vizi, virtù, passioni
liberamente tratto dal Decamerone di Giovanni Boccaccio

adattamento teatrale e regia di Marco Baliani
drammaturgia Maria Maglietta
scene e costumi Carlo Sala
con Stefano Accorsi
e con Silvia Ajelli, Salvatore Arena, Silvia Briozzo, Fonte Fantasia, Mariano Nieddu
luci Luca Barbati
produzione Nuovo Teatro

Elfo Puccini
Corso Buenos Aires, 33 – Milano
12 – 17 gennaio 2016

http://www.elfo.org/stagioni/20152016/decamerone.html

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